emozioni

    64 parole intraducibili

    Aduantas(Irlandese)

    Sensazione di paura o disagio che si prova di fronte all'ignoto.

    Bilita Mpash(Bantu)

    Indica i sogni meravigliosi. In italiano abbiamo la parola incubi per indicare i sogni terrorizzanti, ma nessuna parola per quelli che lasciano un senso di felicità. In bantu questa parola è stata anche definita come "uno stato di benessere leggendario, nel quale tutto è perdonato e dimenticato".

    Curglaff(Scozzese)

    La sensazione intensa che si prova dopo essersi tuffati nell'acqua gelida.

    Mono no Aware(Giapponese)

    “Il sentimento delle cose” In italiano non suona benissimo ma è una delle parole giapponesi che più amo e che rappresenta un concetto estetico fondamentale della cultura classica giapponese sin dal periodo Heian (sacura come simbolo del mono no aware ). Il mono no aware indica una sorta di nostalgia e sensibilità verso la natura transitoria della bellezza e della vita.

    Hira-Hira(Giapponese)

    Sensazione che si prova entrando in una casa buia e diroccata nel cuore della notte

    Fuubutsushi(Giapponese)

    Cose che evocano ricordi di una particolare stagione. Tre kanji, vento, cose e poesia, per descrivere una sorta di nostalgia che senti nell’aria e che difficilmente si può esprimere se non in giapponese.

    Yuugen(Giapponese)

    Consapevolezza dell’universo che risveglia un sentimento troppo profondo per le parole.Principio estetico legato al wabi sabi , non solo è una parola intraducibile ma anche di difficile spiegazione tanto che la definizione cambia a seconda del contesto. Lo yuugen indica una indecifrabile profondità e la bellezza nascosta, il fascino delle cose in penombra che non si riescono a comprendere perfettamente.

    Gönül(Turco)

    Probabilmente non tutti sanno quanto il popolo turco sia sentimentale. Lo si può capire dalle poesie e dalle canzoni ma soprattutto da un particolare che forse esiste solo nella lingua turca: la parola "cuore". In turco per definire il "cuore" esistono ben due modi (tre se consideriamo anche la parola di origine araba). La prima <i>yürek</i> indica il "cuore fisico", quindi anche il "coraggio", mentre la seconda <i>gönül</i> indica il "cuore affettivo". Quindi troveremo la parola <i>yürek</i> quando vogliamo parlare dell'organo "cuore" e la parola <i>gönül</i> quando si parla di cuore per esempio nelle poesie o nelle canzoni. Questo permette perciò di esprimere anche in maniera più profonda il sentimento che si prova.

    Oodal(Tamil)

    La finta rabbia che due amanti ostentano dopo un litigio.

    Hyggelig(Danese)

    Deriva dalla filosofia danese del Hygge, che promuove il benessere quotidiano e l'appagamento emotivo. Cercate una parola che unisca tutto ciò che è accogliente, sicuro, amichevole, comodo e confortevole? I danesi ce l'hanno! Si tratta di hyggelig, una parola talmente utilizzata nella vita quotidiana che alcuni la considerano parte del carattere nazionale danese. Se ci siete in Danimarca e vi sentite hyggelig, è un buon segno. Questo significa che siete a vostro agio, vi trattano bene nel luogo in cui vi trovate. Si tratta di una sensazione positiva di calore, come quando sei tra amici.

    Saudade(Portoghese)

    Forse una delle più belle parole del mondo. Non è traducibile in nessun'altra lingua e si riferisce alla sensazione di nostalgia un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima galiziano e portoghese e poi brasiliana, che indica una forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia. Il fado è un tipo di canto riferito a questo stato d'animo. E' quella sensazione che proverete quando tornate a casa dopo un viaggio.

    Kaiho(Finlandese)

    Un lamento riguardo a un luogo lontano e irraggiungibile. La sensazione fortissima di solitudine, di desiderio ardente e d'incompletezza.

    Dépaysement(Francese)

    Indica il senso di disagio che si prova in una nazione diversa dalla propria. In poche parole: la sensazione di non sentirsi a casa.

    Dibbuk(Yiddish)

    Nelle leggende ebraiche, il dibbuk è l'anima tormentata di un essere morto troppo presto, prima dell'ora prevista da Dio. Il suo spirito s'impadronisce di un corpo vivo per tutto il tempo che gli rimane da vivere sulla terra. La storia è magnificamente narrata nel film Il dibbuk , girato nel 1937 all'aperto in Polonia. Gli ebrei dei paesi dell'Est non danno mai a un neonato il nome di una persona morta giovane senza figli, per paura che il suo dibbuk prenda possesso del neonato .

    Meraki(Greco)

    Queste tre sillabe in greco si riferiscono a quando qualcosa viene fatto con creatività, con molto amore, viene fatto con l'anima.

    Huijijiyi(Mandarino)

    Non andare dal medico per paura di scorpire di essere malati.

    Karoröm(Ungherese)

    La "gioia che l'altro perde", quando il dolore altriu rende felici.

    Malu(Indonesiano)

    Indica quella sensazione che proviamo quando ci sentiamo inferiori agli altri. È un’emozione che, per esempio, possiamo provare se ci troviamo in ascensore con l’amministratore delegato della nostra azienda. Pur essendo di media cultura ci blocchiamo, non siamo in grado di parlare e ci sentiamo frustrati, forse per l’eccessiva timidezza.

    Morrinha(Gallego)

    Sentimento di nostalgia misto a malinconia.

    Toska(Russo)

    Secondo lo scrittore russo Vladimir Nabokov, non esisterebbero termini precisi per tradurre il significato della parola russa Toska . Una emozione di carattere negativo, una sensazione pesante e opprimente che affiora nel nostro interno dalla insoddisfazione di noi stessi e della propria vita. Un misto tra tristezza, angoscia, sconforto e noia.

    Zhaghzhagh(Farsi)

    Stringere i denti per il freddo o la rabbia.

    Merak(Serbo)

    La sensazione di unità con l'universo che deriva dai piaceri più semplici.

    Cynefin(Gallese)

    Un luogo in cui si ha la sensazione di voler vivere, o il rapporto che si ha con il luogo in cui ci si sente a casa.

    Hiraeth(Gallese)

    La ferita dell'esilio. La nostalgia per il proprio paese dove non si può tornare, dove forse non si è mai stati.

    Lefufa(Setswana)

    Esprime il sentimento di gelosia tra le mogli di un uomo. Problemi opposti a quelli che hanno in Cina, dove ci sono molti gagung , parola cantonese che distingue un uomo che non ha una donna a causa della sproporzione tra sessi (letteralmente: rami vuoti).

    Awumbuk(Kilivina)

    È un sentimento simile alla nostra malinconia. La parola è utilizzata per indicare quella sensazione di vuoto che si prova quando i parenti o gli amici dopo aver fatto visita se ne vanno via (ebbene sì non tutti provano la sensazione di sollievo!). In quel momento la casa diventa improvvisamente vuota e ci assale la malinconia. Per riempire il vuoto lasciato, il popolo di Baining in Papua Nuova Guinea mette in atto un rituale molto particolare: quando gli ospiti lasciano la casa viene riempita una ciotola di acqua per catturare l’energia negativa. Il giorno dopo l’acqua viene buttata e con lei tutte le brutte sensazioni. A quel punto la vita riprende come al solito. Nel suo libro "They Make Themselves: Work and Play Among the Baining of Papua New Guinea" antropologa Jane Fajans fa l'analizzi completa della vita sociale del popolo di Papua Nuova Guinea. Per approfondire la definizione di questo sentimento vai al riferimento del libro.

    Uputka(Ulwa)

    La sensazione che qualcosa, probabilmente un insietto, cammini sulla pelle.

    Fylleangst(Norvegese)

    Un dopo sbornia morale, ossia la paura di aver fatto qualcosa di cui non ci si ricorda mentre si era ubriachi.

    Gjensynsglede(Norvegese)

    La gioia di rincontrare qualcuno dopo molto tempo.

    Serendipity(Inglese)

    È la sensazione che si prova quando si scopre una cosa imprevista, mentre se ne sta cercando un'altra. Usato spesso per descrivere i colpi di fulmine non previsti.

    Bardo(Tibetano)

    La paura e il desiderio che proviamo ad ogni trasformazione di vita radicale.

    Gheegle(Tagalog)

    Avete presente quella sensazione che provate quando vedete qualcosa di particolarmente cute e carino tanto da volergli dare un pizzicotto? Ecco, questa parola filippina vuole intendere esattamente questo.

    Goya(Urdu)

    Questa parola che viene dall'Asia Meridionale indica l'atto dell'immedesimarsi in una storia quando qualcuno la racconta con particolare enfasi. Dunque se volete comunicare questa sensazione utilizzate la lingua urdu.

    Iktsuarpok(Inuit)

    Presentimento che sta arrivando qualcuno e uscire fuori per verificarlo.

    Puangi(Māori Kūki Āirani)

    La sensazione di avere le farfalle nello stomaco, come quando ci si trova su un aereo che attraversa un vuoto d'aria.

    Litost(Ceco)

    Milan Kundera, una volta disse a proposito di questa parola: “Ho cercato invano l’equivalente della parola in altre lingue perché credo sia difficile che qualcuno possa comprendere l’animo umano senza di essa”. Litost (parte dell’opera Il libro del riso e dell’oblio ) descrive uno stato di tormento creato dalla visione improvvisa del proprio stato di miseria. Kundera parla di Litost come "caratteristica dell'età dell’inesperienza"; una “esperienza comune dell’imperfezione dell’essere umano”. Litost è un tormento seguito dal desiderio di vendetta. L'obiettivo della vendetta è quello di rendere l’aspetto del proprio compagno infelice come il nostro.

    Hassid(Ebraico)

    L'uomo genereoso, l'uomo pio, un adepto del movimento creato dal Baal Shem Tov nel XVIII secolo per protestare contro la tradizione in base alla quale soltonato i ricchi avevano accesso allo studio della Torah. La storia della nascità dell'hassidismo narra questa rivoluzione: un contadino ebreo entra in una sinagoga nel giorno del Kippur (la festa del Grande Perdono), i fedeli pregano e attendono che il Cielo si apra davanti a loro. Non succede nulla. Gli eruditi danno la colpa di questo silenzio alla presenza del contadino incolto. Lui si rifugia nella foresta e, non sapendo pregare, urla tutte le lettere dell'alfabeto a Dio, chiedendogli di farne al sua preghiera. A quel punto il Cielo si apre. Ciò che voleva il Baal Shem Tov era aggiungere del sentimento alla preghiera e non escludere nessuno.

    Firgun(Ebraico)

    Condividere la felicità di un amico.

    Schdenfreude(Tedesco)

    La traduzione letterale sarebbe "gioia nel danno". E' il piacere che si prova nell'assistere alla sfortuna di qualcun'altro, come vedere un rivale scivolare su una buccia di banana. Schadenfreude non è così grave come vendicarsi, perché si tratta solo di un pensiero o di un sentimento, non di un'azione. Ma quando l'auto del tuo fastidioso vicino si guasta, quello che provi è schadenfreude.

    Torschlusspanik(Tedesco)

    Letteralmente significa “vedere le porte chiudersi”. Generalmente descrive paura di perdere tutte le opportunità . Nel senso più profondo, le paure associate al passare degli anni.

    Waldeinsamkeit(Tedesco)

    Questa parola tedesca non esiste in nessun'altra lingua. Essa esprime una sensazione: la solitudine. Una solitudine un po' particolare che si può assimilare alla paura di perdersi. In pochissime parole: la sensazione di essere soli in un bosco. Ralph Waldo Emerson scrisse un intero poema su questa emozione.

    Wanderlust(Tedesco)

    Conosciuta anche in inglese ma di origini tedesche. Wanderlust è desiderio di viaggiare, di fare di nuove esperienze, vedere nuovi posti e vivere la libertà e l'emozione di essere stranieri.

    Feierabend(Tedesco)

    La sensazione piacevole nell’arrivare alla fine di una giornata lavorativa.

    Hogra(Arabo)

    L'umiliazione e il sentimento di disprezzo provati dalle vittime di un abusso di potere. Come racconta scrittrice francomarocchina Leila Slimani sul sito Le 360 questa parola è molto usata nei paesi nordafricani, come l'Algeria e il Marocco, ma in realtà è un termine "universale, che risuona come una richiesta d'aiuto da parte di tutti gli emarginati".

    Ølfrygt(Danese)

    La paura di non trovare birra andandosene dalla città.

    Bimyou(Giapponese)

    Quella sensazione di incertezza di fronte a qualcosa che non convince del tutto. Non è negativo né positivo: è quella risposta ambigua data quando ci si trova davanti a qualcosa che non ci convince pienamente, come un colloquio di lavoro andato "così così".

    Natsukashii(Giapponese)

    La nostalgia gioiosa che si prova ricordando qualcosa del passato. A differenza della nostalgia occidentale, evoca ricordi con un senso di calore e felicità, non tristezza.

    Restsferber(Svedese)

    L'irrequietezza ansiosa del cuore del viaggiatore poco prima della partenza, quando ansia e anticipazione si mescolano in un tumulto indescrivibile.

    Kaapshljmurslis(Lettone)

    Il disagio e l'irritazione durante l'ora di punta sui mezzi pubblici quando si vorrebbe urlare a tutti.

    Sielvartas(Lituano)

    Letteralmente "l'anima che si rovescia": un dolore profondo, un lutto o un risentimento che capovolge l'anima.

    Nepakartojama(Lituano)

    Una situazione perfetta che non si ripeterà mai più. La consapevolezza della sua unicità assoluta.

    Thich(Vietnamita)

    Un affetto leggero, piacevole, qualcosa tra il "mi piace" e il "lo amo": una gradazione di sentimento che l'italiano non distingue.

    Ngại(Vietnamita)

    Il disagio sociale che impedisce di fare o dire qualcosa per paura di disturbare o sembrare importunato.

    Greng jai(Tailandese)

    Il desiderio di non disturbare o essere un peso per qualcuno; il freno emotivo che impedisce di fare richieste anche quando se ne avrebbe il diritto.

    Onsra(Boro)

    La sensazione agrodolce che un certo amore non durerà. La consapevolezza che qualcosa di bello sta per finire.

    Gobra(Boro)

    La coscienza di non poter fare qualcosa bene anche se ci si prova con tutto se stessi.

    Kefi(Greco)

    Lo spirito gioioso, l'estasi, la passione e il senso di vita che si prova durante la musica, il ballo o un momento di pura gioia collettiva.

    Magari(Italiano)

    Forse la più intraducibile di tutte le parole italiane. Contiene contemporaneamente il desiderio, la speranza e lo scetticismo — e a seconda del tono con cui la dici, può significare cose completamente diverse. "Magari vengo" non è né un sì né un no: è tutto quello che sta nel mezzo, quella zona grigia in cui gli italiani si trovano così a loro agio.

    Flechazo(Spagnolo)

    Il colpo di fulmine: innamorarsi all'istante come colpiti da una freccia di Cupido.

    Retrouvailles(Francese)

    La gioia profonda di ritrovarsi con qualcuno amato dopo una lunga separazione.

    Schadenfreude(Tedesco)

    Il piacere che si prova nell'assistere alla sfortuna altrui. Una delle parole tedesche più conosciute al mondo.

    Geborgenheit(Tedesco)

    La sensazione di sicurezza, calore e protezione che si prova stando con le persone a cui si vuole bene o in un luogo familiare.

    Scialla(Romanesco)

    Nata nella periferia romana — probabilmente dall'arabo inshallah, filtrato e trasformato — è diventata in pochi anni una delle parole più usate dai giovani italiani. Significa stai tranquillo, rilassati, non ti agitare, andrà tutto bene. Ma contiene anche qualcosa di più: una filosofia leggera dell'esistenza, l'idea che certe cose non valga la pena di prenderle troppo sul serio. Scialla è una parola che si porta dietro tutta la saggezza pratica della strada.

    Smultronstället(Svedese)

    Letteralmente "un'aiuola di fragoline di bosco". Metaforicamente si traduce in italiano con l'espressione "il posto delle fragole". Indica un "luogo del cuore", uno spazio speciale e intimo – reale o puramente mentale – che evoca una sensazione di totale sicurezza, pace interiore e felicità autentica. È il proprio rifugio segreto, spesso legato a ricordi d'infanzia incontaminati, in cui tornare quando si sente il bisogno di riconnettersi con se stessi e ritrovare l'armonia.

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